La CGUE sul licenziamento nelle organizzazioni di tendenza
Il licenziamento per abbandono della Chiesa da parte di un ente cattolico è giustificato solo se con esso viene meno un requisito essenziale del rapporto di lavoro.
Omissione contributiva: dimissioni per giusta causa e diritto alla NASpI
Per la Cassazione il mancato versamento protratto nel tempo è inadempimento grave, sufficiente a recidere il vincolo fiduciario del rapporto.
Legittimo il gmo se l’IA svolge le mansioni sopresse
Per il Tribunale di Roma l'accentramento delle mansioni nel superiore gerarchico, coadiuvato da strumenti di IA, conferma l'effettività del riassetto.
Screenshot di chat e messaggi: piena utilizzabilità nel processo
Per il Tribunale di Modena valgono come riproduzioni informatiche ex art. 2712 c.c.: il disconoscimento deve fondarsi su elementi almeno indiziari.
Legittimo il licenziamento per condotte realizzate attraverso sistemi di messaggistica aziendale
Secondo la Cassazione la policy accessibile sull'intranet integra l'adeguata informazione richiesta, anche se lo strumento consente usi privati.
Chat private tra colleghi: i messaggi offensivi non giustificano il recesso
Per la Cassazione una conversazione WhatsApp tra destinatari determinati resta corrispondenza chiusa, tutelata a prescindere da come il datore ne venga a conoscenza.
WhatsApp e Facebook: due regimi diversi per il potere disciplinare
Il Tribunale di Milano distingue tra gruppo chiuso, tutelato dall'art. 15 Cost., e post su bacheca pubblica, rivolto a una platea indifferenziata.
Il Garante sulle prove di illeciti disciplinari ricevute da terzi
Il datore di lavoro deve attenersi alle regole in materia di trattamento dei dati personali anche quando riceve prove di illeciti disciplinari da terzi.
La corrispondenza privata non può costituire giusta causa di recesso, anche se a condividerla con il datore di lavoro è il destinatario
Il contenuto delle chat private dei lavoratori, perfettamente rientranti nel concetto costituzionale di “corrispondenza”, non può fondare la giusta causa di licenziamento, anche se il datore di lavoro ne è venuto a conoscenza senza commettere un illecito.