Legittimo il licenziamento per condotte realizzate attraverso sistemi di messaggistica aziendale
Secondo la Cassazione la policy accessibile sull'intranet integra l'adeguata informazione richiesta, anche se lo strumento consente usi privati.
Chat private tra colleghi: i messaggi offensivi non giustificano il recesso
Per la Cassazione una conversazione WhatsApp tra destinatari determinati resta corrispondenza chiusa, tutelata a prescindere da come il datore ne venga a conoscenza.
WhatsApp e Facebook: due regimi diversi per il potere disciplinare
Il Tribunale di Milano distingue tra gruppo chiuso, tutelato dall'art. 15 Cost., e post su bacheca pubblica, rivolto a una platea indifferenziata.
Il Garante sulle prove di illeciti disciplinari ricevute da terzi
Il datore di lavoro deve attenersi alle regole in materia di trattamento dei dati personali anche quando riceve prove di illeciti disciplinari da terzi.
La corrispondenza privata non può costituire giusta causa di recesso, anche se a condividerla con il datore di lavoro è il destinatario
Il contenuto delle chat private dei lavoratori, perfettamente rientranti nel concetto costituzionale di “corrispondenza”, non può fondare la giusta causa di licenziamento, anche se il datore di lavoro ne è venuto a conoscenza senza commettere un illecito.
Va in scena Lavoro in prima fila
Al Cinema Victoria un’occasione di confronto con Consulenti del lavoro e imprese su rapporto di lavoro e utilizzo dei social media.
Lavoro in prima fila: tra narrazione del lavoro, privacy e reputazione d'impresa
Un appuntamento dell'Ordine dei Consulenti del lavoro di Modena con Arco Avvocati sulle criticità del condividere sui social la quotidianità professionale.